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L’istruzione scientifica ha assunto un posto di rilievo nella scuola italiana parallelamente alla modernizzazione del tessuto economico-sociale. Così all’indomani dell’unificazione, nel 1860, la sezione fisico-matematica dell’Istituto Tecnico permetteva l’iscrizione alle facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali, in concorrenza con il Liceo Ginnasio. Bisognerà attendere la riforma Gentile (1923) per vedere la nascita del Liceo Scientifico vero e proprio, diffuso però solo nelle città più popolose, e con un numero limitato di iscritti, considerata la supremazia dell’istruzione classica nel nostro sistema scolastico.

Il 3 settembre 1942 il Ministero dell’Educazione Nazionale autorizza l’istituzione  di un Regio Liceo Scientifico nella città di Terni. Esso inizia la propria attività il 1 ottobre 1942, con una popolazione scolastica di 46 alunni (45 maschi e 1 femmina), ospitato presso i locali del Liceo Ginnasio. Tale disposizione non era particolarmente agevole; il 9 gennaio 1943, infatti, il Preside scriveva al Presidente della Provincia: “Come sapete il Liceo scientifico quest’anno è allogato nei locali del R. Liceo Classico, gentilmente ospitato dal Preside di quell’Istituto. Però, per il nuovo anno scolastico, che avrà inizio il 1° ottobre XXI [1943], è assolutamente indispensabile che il R. Liceo Scientifico di Terni, destinato ad assumere una importante posizione fra gli istituti superiori di questa […] città abbia adatti e convenienti locali propri che rispondano in pieno alle esigenze della Scuola. E’ necessario, pertanto, che sin da oggi si inizi il lavoro per tale assegnazione […]”  Ma la richiesta non fu soddisfatta.

Il bombardamento dell’11 agosto 1943 rese ancora più complessa la situazione delle scuole superiori di Terni. Infatti, l’edificio che ospitava l’Istituto Tecnico “F. Cesi” risultò gravemente lesionato e  diversi istituti dovettero condividere l’esiguo numero di locali ancora fruibili in  città.

Il Provveditore agli Studi così disponeva per l’anno scolastico 1944-45: “Poiché presumibilente le scuole di questo capoluogo potranno essere aperte il 15 p.v., prego le SS.LL. di adoperarsi perché per tale data siano messi in efficienza i locali a ciascuna scuola assegnati, nonché le suppellettili e il materiale didattico nei limiti del possibile facendo le opportune richieste presso le competenti autorità. Sarà necessario altresì organizzare, in base al numero degli iscritti, turni di insegnamento. I locali assegnati a ciascun istituto sono così distribuiti:

R. Liceo Classico 1° piano del liceo stesso

R. Liceo Scientifico 2° piano del R. Liceo

R. Istituto Magistrale pianoterra R. Liceo

R. Scuola media masch. e femm. pianoterra orfanatrofio Guglielmi

R. Istituto Tecn. Commerciale Istituto Tecnico Industriale             […]”

Le lezioni del Liceo Scientifico si svolgevano in orario antimeridiano e pomeridiano, con ore di 45 minuti, in condizioni sicuramente difficili, se il 18 dicembre 1946 così scriveva al Provveditore il Preside, in merito ad uno sciopero degli studenti: “Con riferimento al biglietto urgente di servizio, di cui in margine, le comunico che, appena avvenuto lo sciopero, ho fatto una inchiesta per conoscerne le cause. Ho così potuto sapere che i giovani avevano disertato le lezioni perché non resistevano più al freddo delle aule non riscaldate, ancora non protette completamente dai vetri, e per il mancato attacco della luce, per cui non era possibile il completo svolgimento delle lezioni di pomeriggio. Infatti essi si erano recati in commissione al Genio Civile, all’Amministrazione Provinciale e alla Società ‘Intermna’ per protestare contro tali deficienze. Il giorno 11 sono disciplinatamente ritornati a scuola. Non ho creduto pertanto necessario di riunire il Consiglio dei Professori per una punizione: ma ho, d’altro canto, mosso un solenne rimprovero a tutta la scolaresca, per la forma adottata per la protesta con l’ammonizione che un’altra manifestazione del genere sarebbe stata esemplarmente punita.

Nel frattempo era stato ricostruito e ristrutturato l’edificio del “F. Cesi” in Via Camporeali che ospitò, dal 1947 anche il Liceo Scientifico, ormai divenuto, dopo l’istituzione della Repubblica, Governativo  Ancora oggi questa è la sede del Liceo Galilei.

L’edificio, pensato dall’ingegner Angelo Guazzaroni fin dal 1916 nell’ambito del nuovo piano regolatore per le scuole ternane, era sorto su progetto del medesimo tra il 1922 e il 1924.

La ricostruzione ha conservato la struttura monumentale di epoca fascista, migliorando le attrezzature interne.  “Furono ricostruite tutte le preesistenti aule e i gabinetti scientifici, dotando questi di adeguato materiale didattico e di un completo impianto radiofonico centralizzato; sistemate due palestre ed attrezzati i due cortili per esercitazioni all’aperto; costruito un cinema-teatro con 220 comode poltrone per manifestazioni ricreative e culturali” (C. Agneta, Dal vecchio al nuovo, 8 giugno 1964, numero unico).

Nel 1951  venne presentato il progetto di un edificio scolastico in via della Vittoria, destinato ad ospitare il Liceo Scientifico ed il Provveditorato agli Studi di Terni. Così si esprimeva in proposito l’ingegnere capo Piero Corvatta nell’allegata relazione tecnica: “Dopo gli eventi bellici si è immediatamente imposta la necessità indifferibile di costruire un edificio per il Liceo Scientifico. L’ospitalità data al Liceo dall’Istituto Tecnico per Geometri intralcia il funzionamento di entrambe le scuole. […] Nell’ultimo quinquennio la media degli iscritti è risultata di 269,60 alunni frequentanti. Gli alunni frequentanti l’anno 1951 sono 271

Il liceo non aveva ancora un nome: fin dal 1946 il Collegio dei Professori aveva discusso in merito, senza pervenire a una decisione univoca e risolutiva. Finalmente il 12 novembre 1959, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, si tenne la cerimonia di intitolazione della scuola a “Galileo Galilei”, la cui indiscussa autorità scientifica aveva messo d’accordo tutte le istituzioni preposte.

Nel 1955  il liceo acquisisce finalmente una sede autonoma in via della Vittoria 35.

Nel 1985 avviene il trasferimento in via I maggio, nell’antico e prestigioso edificio del Guazzaroni, condiviso con l’Istituto Tecnico negli anni dell’immediato dopoguerra.

Nell’anno scolastico 1986-1987 è stata autorizzata la sperimentazione di Inglese, Francese e Tedesco. Nascono così le sezioni di potenziamento linguistico. Nel successivo anno scolastico, 1987-1988, il Ministero della Pubblica Istruzione concede anche la sperimentazione dei nuovi programmi di matematica e fisica, nell’ambito del Piano Nazionale per l’introduzione dell’Informatica nella scuola secondaria superiore. Si inaugura la sezione PNI del Liceo.

L’entrata in vigore della Riforma Gelmini nell’anno scolastico 2010-2011 ha ridefinito l’ordinamento dei Licei assorbendo nel corso unico le esperienze delle precedenti sperimentazioni. Attualmente il Liceo Scientifico prevede l’indirizzo omonimo e quello con opzione scienze applicate. L’ormai consolidata tradizione di potenziamento linguistico ed informatico è però rimasta viva nell’istituto, con la possibilità per le famiglie di scegliere l’opzione aggiuntiva di corsi extracurriculari per il conseguimento delle certificazioni linguistiche e della Patente Europea per il computer (ECDL), riconosciute a livello nazionale ed internazionale.